Nella ricerca di ciò che siamo, uno dei principali oggetti di indagine è ovviamente il rapporto tra corpo fisico e Anima transiente. Partiamo da un assunto indispensabile a comprendere questo rapporto: ogni corpo fisico ha disegnato dentro di sé tutto il suo percorso, la sua linea temporale. Il corpo, quindi, ha già definito all’interno di sé tutta quella che sarà la sua storia, al pari di un libro, come abbiamo visto ad esempio in questo articolo.

Possiamo spiegare meglio la programmazione di un corpo e il ruolo dell’anima che lo abita, utilizzando un esempio comprensibile a chiunque, ovvero quello del seme e del terreno in cui esso si svilupperà. In primo luogo, sappiamo che in ogni seme è contenuto, a livello potenziale, l’albero che diventerà. Ovviamente, se il seme viene piantato in un ambiente ostile, crescerà in un determinato modo. Le leve di resistenza incontrate nella sua crescita faranno sì che il seme assuma una determinata forma, che sia compatibile con quell’ambiente, a seconda che sia più freddo, caldo, umido, secco. Ma alla fine, quello che nascerà sarà sempre quell’albero, nel cui seme sono già contenute tutte le sue possibilità, compresa quella di crescere in un ambiente ostile.

Consideriamo ora, attraverso una metafora, che il terreno in cui può crescere un seme sia ad esempio Wolfgang Amadeus Mozart, ovvero il corpo fisico che ha portato questo nome. All’interno di quel corpo, il Transiente che lo ha animato ha potuto sperimentare una forma della musica. Ha potuto mettersi quel vestito, e sentire cosa era egli nella musica. A sua volta, la musica di Mozart parlava del Transiente che era dentro il corpo. Riassumendo, Mozart era la terra che conteneva la musica; il seme, ovvero il Transiente, è cresciuto in quella terra e ha potuto indossare quel vestito. Morto Mozart, quello stesso Transiente sarà entrato in seguito, nel corpo di un cavaliere errante, ad esempio, e sarà dunque cresciuto ulteriormente in quest’altra terra, totalmente diversa. L’esperienza della musica è già dentro di lui, e non avrà dunque bisogno di ripeterla.

Cosa possiamo dedurre da questo esempio? Mozart sarebbe stato Mozart indipendentemente dal Transiente, poiché avrebbe vissuto le stesse tappe, e compiuto le stesse azioni che erano scritte nel suo programma. Il corpo fisico è dunque fondamentale per il seme in crescita, che ancora non sa chi è. Dio ha dato a ognuno di noi un corpo fisico che ha un talento. L’unico modo per riuscire a scoprire ciò che siamo, la nostra identità, è lasciare il corpo libero di sperimentare, di muoversi attraverso l’esperienza. Se seguiamo il suo movimento naturale, percorrendo tutte le tappe della sua storia, a ogni passo troveremo un tassello in più di ciò che siamo.

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