Uno degli indicatori che ci mostra se ci stiamo muovendo in modo naturale è, ad esempio, l’assenza di un’aspettativa. Abbiamo visto nell’articolo precedente che l’aspettativa è un’illusione, e che sostanzialmente ci porta a non muoverci, poiché stiamo ad aspettare che arrivi per noi solo uno specifico oggetto. Si tratta ovviamente di un movimento afflitto. Cosa avviene invece in caso di movimento naturale? Pensiamo ad esempio a un chimico che svolge per la prima volta un esperimento, e non ha alcuna aspettativa al riguardo del risultato. Qualunque fenomeno si manifesterà in seguito all’esperimento, lo accoglierà con meraviglia: egli è in attesa di ciò che prenderà forma.

Come suggerisce la sua etimologia, la parola Attesa indica il fatto di avere lo sguardo rivolto verso una direzione; nello specifico definisce il fatto di tendere verso di essa. Potremmo inoltre dedurre che indica un momento in cui ci si trova all’interno di un ciclo: pensiamo ad esempio alla gravidanza, al fatto di “essere in attesa” di un figlio.

Questo atteggiamento è l’inverso della dinamica di aspettativa, in quanto denota un’apertura totale al nuovo, all’ignoto, mettendo da parte con fiducia le proprie convinzioni, e senza smettere di fare quello che si sta facendo. Quando si trova nel suo movimento naturale un ricercatore non ha dunque aspettative, e neanche il timore di fare qualcosa di sbagliato. Se all’interno del laboratorio sperimenta che l’unione di due sostanze dà forma a un composto esplosivo, non si blocca: anche questa è un’utile informazione per la sua indagine.

I ricercatori che hanno scoperto le proprietà corrosive di alcune sostanze acide, hanno appreso che questa caratteristica della loro natura era legata alla loro funzione, utile all’interno di specifici contesti. Se avessero dato loro un valore negativo, etichettandole solamente come sostanze pericolose e nocive, e fermandosi a quel giudizio, la loro indagine si sarebbe interrotta. Pensiamo che anche all’interno del nostro stesso corpo c’è una sezione altamente acida, dentro lo stomaco. Lo stomaco contiene i succhi gastrici, costituti da acido cloridrico in concentrazioni molto elevate, che non lo danneggiano, grazie alla protezione fornita dal muco situato nelle pareti di quest’organo. Se lo stomaco non contenesse acido, non potremmo digerire il cibo che ingeriamo e utilizzarlo per supportare, ad esempio, le funzioni dinamiche del corpo. Se un oggetto si trova all’interno di un intero funzionale e armonico, dunque, significa che è coerente con esso, indipendentemente dalla sua natura, ed è vitale per la sua sopravvivenza, in quella misura. Ma se guardiamo ciò dalla prospettiva delle nostre convinzioni, come quella per cui l’acido è una sostanza unicamente dannosa, non riusciremo mai a scoprirlo.

In ultima istanza, nulla di ciò che accade in un laboratorio, sia esso quello di un chimico o la nostra vita quotidiana, è inutile; ogni nuovo fenomeno che si manifesta ai nostri occhi e l’attesa del suo svolgersi, può espandere il nostro orizzonte di conoscenza in modo potenzialmente infinito.

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