Ogni essere umano contiene intrinsecamente un impulso al Cercare, e fa esperienza nella quotidianità per Scoprire ciò che egli è. Queste affermazioni potrebbero suonare come astratte e generiche per alcuni; verrebbe infatti da chiedersi in che modo si  debba sviluppare tale ricerca. La risposta è costantemente sotto ai nostri occhi: il movimento di ricerca di ciò che siamo avviene nella relazione con le altre forme. Basta osservare la struttura del proprio corpo fisico, così come è stato progettato dall’Autore di ogni cosa, per rendersene conto. Osservando ad esempio la posizione degli strumenti di percezione sensoriale – i cosiddetti sensi – che si trovano quasi esclusivamente nella parte anteriore del corpo (tranne il tatto che si trova ovunque), possiamo dedurre la qualità negoziale dell’esperienza del corpo fisico. Tale posizione suggerisce infatti che il movimento e l’interazione con gli oggetti debba svolgersi di fronte a noi, ovvero all’interno del nostro orizzonte di esperienza, un orizzonte che potenzialmente si espande indefinitamente. Attraverso queste semplici deduzioni possiamo dunque rilevare che l’essere umano ha una natura relazionale.

Ma in cosa consiste meccanicamente la dinamica relazionale? Possiamo descriverla attraverso tre elementi: un punto A, un punto B e la linea che li unisce; quest’ultima è a tutti gli effetti la relazione. Quando due oggetti interagiscono per la prima volta, tra di essi si genera un legame, definibile come legame d’amore o legame emozionale, e lo è a tutti gli effetti, al di là delle connotazioni romantiche che queste parole potrebbero evocare. Infatti, quando interagiamo con una forma, lo facciamo attraverso i nostri sensi, ed essa ci suscita delle emozioni che hanno lo scopo di metterci in movimento e di farci fare esperienza di quell’oggetto.

Abbiamo dunque un rapporto, che ognuno dei due estremi della linea generata vivrà dal proprio punto di vista. Ciò che per noi è quell’oggetto sarà delineato da ciò che siamo in relazione ad esso, ovvero dalla linea che ci unisce e definisce il nostro rapporto. In quanto ricercatori, è importante ricordare che il legame d’amore si può manifestare in una relazione di coppia o di amicizia, ma anche nel rapporto unico che ognuno di noi ha ad esempio con il proprio animale domestico, con la natura, con la musica, con gli oggetti del quotidiano, e così via.

Per comprendere meglio la dinamica relazionale, possiamo utilizzare un’esperienza nella quale poterci facilmente riconoscere: ad esempio il nostro rapporto con un cibo, che può essere il cioccolato. Noi e il cioccolato siamo due elementi che in potenza possono entrare in relazione, in quanto compatibili. Attraverso l’espressione dinamica di questa relazione, scopriamo qual è il nostro grado di compatibilità con l’alimento, e di conseguenza tale relazione assumerà una specifica forma. La prima volta in cui abbiamo assaggiato il cioccolato, ne abbiamo fatto esperienza attraverso i sensi, e si è generata una linea tra noi ed esso, che potremmo definire “il sapore del cioccolato”. Da quel momento in poi, ciò che è per noi quell’alimento sarà identificabile esclusivamente attraverso le sensazioni e le emozioni che ci legano ad esso.

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