In cosa consiste il processo di Conoscenza, e da che cosa deriva? In primo luogo possiamo dire di conoscere un oggetto quando abbiamo fatto esperienza di esso. Fare esperienza di un oggetto significa percepirlo in quanto intero costituito da più parti, indagare la funzione di ognuna di esse, e metterle in relazione per generare una sequenza coerente che produca un risultato. Tale sequenza diventerà quindi Conoscenza, evolvendo nella relazione con altre forme, e arricchirà noi stessi, espandendo il nostro orizzonte.

Per fare degli esempi, possiamo dire di conoscere la meccanica di un’automobile quando siamo in grado di individuare a cosa serve ogni elemento del motore, o di sapere come funziona un orologio se siamo in grado di smontarlo e rimontarlo in modo coerente. Dietro queste abilità per così dire “acquisite” ci sarà verosimilmente stato un periodo di studio teorico e di sperimentazione. Ci siamo invece mai chiesti come è possibile saper costruire un oggetto o ripararlo, quando ci approcciamo a esso per la prima volta? Talvolta ci sarà capitato di riuscire a comprendere il funzionamento di uno strumento tecnologico al primo colpo, o di vincere una partita a carte senza neanche conoscere le regole di quel gioco, utilizzando l’intelligenza e l’intuito. In questo caso, il corpo sembra muoversi seguendo un’implicita linea guida, e come se già conoscesse le misure di quella forma, la giusta proporzione e sequenza tra gli elementi che la compongono, sapendo quindi quali gesti compiere e le strategie da adottare.

Si tratta di un’espressione del Principio di Interconnessione che agisce attraverso il movimento di ricerca attuato da ogni corpo fisico. La presenza di tale principio è rilevabile in ogni cosa che esiste, ed è evidente dall’osservazione del sistema naturale, in cui ogni elemento appartiene a un contesto semplice, che è direttamente collegato a un contesto più complesso che lo contiene, e con cui ha un rapporto di interdipendenza. Se ci poniamo in ascolto del principio di Interconnessione, mentre stiamo apprendendo come relazionarci con qualcosa che abbiamo davanti, e lasciamo il corpo libero di muoversi, riceviamo le informazioni e le istruzioni per poter sperimentare cos’è quella forma; intuiamo dunque come essa si realizza, ovvero il suo scopo e la sua funzione.

L’apprendimento immediato della sequenza che compone un intero è però un’evenienza non così comune, che accade quando non siamo mai entrati in relazione con quell’oggetto prima d’ora, e quindi non abbiamo costruito aspettative al riguardo, per cui il nostro movimento è senza pensiero. Quello che succede nella maggior parte dei casi, invece, è che nel momento in cui riceviamo un input a relazionarci con una forma per trarre da essa conoscenza, subiamo l’interferenza di un’entità censoria, che chiamiamo l’Egoista. Tale entità stimola in noi ogni tipo di dubbio e incertezza, al fine di limitare il nostro movimento per farci restare nella zona di comfort, quindi sostanzialmente nell’inerzia.

Da quanto detto in precedenza, deduciamo che se non ci fosse qualcosa che funge da linea guida per il movimento del corpo fisico, tale movimento sarebbe del tutto caotico e casuale. Intrinsecamente noi conteniamo già la conoscenza di ogni cosa. Non si tratta però di una conoscenza che è stata tradotta in azione, perché si trova ancora in forma ideale e potenziale, potremmo dire come progetto. Attraverso l’esperienza dell’Anima transiente, che produce dei risultati di conoscenza, questo progetto potenziale si esprime e diventa potente. In questo frangente, il Transiente si relaziona con il corpo fisico come farebbe un apprendista, che assiste all’opera del suo insegnante con presenza, traendo conoscenza da ciò che si sta svolgendo sotto il suo sguardo, ed espandendo in questo modo il proprio intrinseco potere.

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