Come abbiamo visto in precedenza, il corpo è una struttura programmata che esegue un programma. Possiamo equiparare, con una metafora, il corpo fisico a un libro. Il libro intitolato Maria, ad esempio, naturalmente non descrive solo l’altezza, il peso, le fattezze, le caratteristiche fisiche di quel corpo, eccetera, bensì narra una storia, che inizia con il momento della nascita del corpo, e continua con la sua vita.

Come ogni entità programmata, il corpo include al suo interno un’interfaccia, ovvero le possibili interazioni con il suo habitat naturale, che sono indispensabili, altrimenti esso non si muoverebbe. All’interno del programma di Maria è descritto tutto ciò che lei è come corpo fisico, cioè la sua versione anatomica, da un punto di vista fisso e da un punto di vista variabile. Possiamo dire che la parte fissa è l’osservatore, e la parte variabile è tutto ciò che gli sta intorno, il suo habitat.

Il libro del corpo ha un protagonista e una storia che si svolge perché egli possa svelarsi, conoscersi. Quando leggiamo un libro, infatti, pur avendo esso un titolo, non sappiamo dove va a finire. Ne Il Signore degli anelli che cos’è l’anello e la funzione di Frodo nella storia, ad esempio, vengono svelati solo dopo aver letto esperienze di guerre, combattimenti, fatiche, gioie, eroismi e codardie. Questo è un libro: un racconto che ti porta attraverso l’esplorazione di tutto ciò che è il corpo fisico.

È importante che il corpo si svolga e venga esplorato in una storia, perché è il punto di ancoraggio dell’Anima che fa esperienza dentro di esso. In questo contesto chiamiamo L’Anima Transiente in quanto è un’entità che non ha ancora un’identità. Per questo è all’interno di un corpo, perché ha bisogno di un punto di ancoraggio, ha bisogno di un’identità per potersi manifestare, per potersi mostrare, ma soprattutto per poter cercare e trovare se stessa.

In che modo l’Anima Transiente fa esperienza all’interno del corpo? Di che cosa ha bisogno un libro per completarsi? Di un lettore. Un libro produce esperienza e realizza il suo scopo quando viene letto. Il Transiente produce esperienza emozionandosi nella lettura del libro del corpo. Ci possono essere delle parti del libro che provocano all’Anima spavento o noia, oppure commoventi fino alle lacrime e piene di stupore. Può succedere tutto questo.

Abbiamo, dunque, il libro e il lettore che lo fa realizzare svolgendone la lettura. Ci siamo soffermati a chiederci cosa significhi leggere? Ci è ovviamente nota la meccanica di questa azione, ma andiamo oltre e indaghiamone il significato. Leggere deriva dal latino legĕre e dal greco legein che significa “raccogliere”, e dalla radice lag/leg “adunare”, quindi “mettere insieme qualcosa”. Nel tempo, infatti, la parola acquisì il significato di mettere insieme elementi in una sequenza coerente. Oggi, inoltre, la usiamo figurativamente nel senso di conoscere in espressioni come “leggere il futuro” o “leggere ciò che pensa qualcuno” dall’espressione del suo volto. Riassumendo, cosa fa l’Anima Transiente nella lettura? Fa esperienza, raccogliendo informazioni di sé durante tale lettura, indagando, mettendo insieme elementi. In altre parole, la lettura del libro genera un’espressione che dà un risultato. Vedremo che per ognuno di questi risultati esistono infinite espressioni possibili.

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