Il corpo umano che cos’è? E’ un trasformatore di energia sospinto dalla corrente. Non si ha coscienza, infatti, del perché si facciano determinate scelte, e ci siano degli impulsi che spingono a muoversi in una direzione piuttosto che in un’altra, alla ricerca di punti di ancoraggio basati su dei modelli umani standardizzati. Se andate nelle librerie, ad esempio, osserverete che la maggior parte delle pubblicazioni prendono come modello un umano tipo, che può essere l’autore stesso del libro: se si tratta di un testo sul benessere fisico, per dire, egli racconta le sue esperienze per condividerle con altre persone, pensando che ciò che ha fatto bene al suo corpo possa apportare un identico giovamento a tutti. Di conseguenza, quando una persona rileva un sintomo di sofferenza nel corpo, per esempio l’intestino che funziona male, si compra sette libri sull’argomento, che sono scritti da qualcuno che ha avuto il suo stesso sintomo, e ha risolto il disturbo. Oppure si assumono indiscriminatamente sostanze che sono antinfiammatorie o antibiotiche, come ad esempio l’aglio e la cipolla, perché per sentito dire fanno bene, generando al corpo un benessere momentaneo da un malessere sintomatico, dimenticando che un farmaco ha una funzione specifica, e non lo si può mettere sull’insalata come se fosse un condimento.

La soppressione del sintomo di un malessere è ciò su cui agisce, seguendo dei protocolli, la cosiddetta medicina sintomatica, basata su degli standard identici per ogni individuo. Se vi spunta un brufolo, ad esempio, e sopprimete quel sintomo senza considerare ciò che lo ha generato, ovvero spegnete quel segnale senza cercarne la causa, si potrebbe presentare in seguito un sintomo ancora più grave del precedente. In estrema sintesi, tendenzialmente si prende in considerazione la sola manifestazione della malattia, senza guardare alla causa e all’unicità del corpo nel quale si sta manifestando quel sintomo.

Vorremmo iniziare ad introdurre, invece, una visione differente: quello a cui siamo arrivati in tanti anni di ricerca nel Progetto Enoc è la definizione totalmente soggettiva della natura umana. Ogni corpo fisico è una quantità e un’entità unica e irripetibile e, in quanto tale, richiede che il trattamento e i movimenti atti a curarlo siano “su misura” e dunque completamente soggettivi. Un movimento che dà beneficio a un rinoceronte può non far bene, per esempio, ad un airone, perché essi hanno una struttura diversa. Nonostante tutti i corpi fisici umani si assomiglino – hanno tutti due braccia, due gambe, una testa e così via – in realtà sono completamente diversi l’uno dall’altro. Questo lo si può dedurre osservando se stessi in relazione con tutti gli altri, nell’espressione di desideri, gusti, preferenze, speranze e timori. Quando vi svegliate la mattina, e vi viene voglia di bere un caffè, questa voglia che vi sorge, che viene data sempre per scontata, quel desiderio di muovervi verso qualcosa, non è controllabile e sorge spontaneamente. Non si tratta di un movimento metafisico o trascendentale – benché si possa risalire a qualcosa di trascendente – ma è lo svolgimento di un programma, del programma del corpo fisico che ha l’esigenza di svolgere una sequenza di movimenti, e genera un motivatore compatibile che giustifichi quello stesso movimento. Questo motivatore non è la vera ragione di quel movimento, tuttavia viene generato dal corpo stesso per giustificarlo e non incorrere nell’interferenza dell’elemento vitale che noi chiamiamo Transiente, e che nelle tradizioni religiose e spirituali viene chiamato Anima.

Se guardiamo la realtà a tutto tondo, quello che viene classificato come vita, per esempio un seme, dal quale può nascere qualcosa che sia classificabile come vivente, quando viene piantato in terra inizia ad eseguire un programma che è già scritto dentro di esso. Dentro il seme, di un melo sono contenute le istruzioni di tutto quello che diventerà una volta germogliato: la durata della sua vita, cosa accadrà il terzo anno della sua esistenza, cosa ci sarà sul secondo ramo dell’albero che esso produrrà, e sulle foglie che genererà. E’ già tutto scritto in quel programma. Si potrebbe dire che ogni cosa che è scritta in quel seme è l’intera esistenza dell’albero che verrà. Ogni prodotto del seme, quindi, è il risultato di un programma che viene eseguito nel momento in cui sono generate le condizioni per cui questo avvenga. A seconda della terra e dell’ambiente in cui il germoglio crescerà, il programma potrà portare a produrre, ad esempio, delle mele succose, delle mele appassite, delle mele aspre e delle foglie belle e verdi o delle foglie malate, ma sicuramente non potrà mai fargli generare delle pere.

Diventare coscienti dell’esperienza costruita all’interno di un corpo in forma potenziale mentre essa si svolge è la facoltà senziente per eccellenza, che innesca l’esistenza di quello che potremmo definire propriamente essere umano. Prima di allora l’entità umana è solo potenziale, come il feto in un utero che si sta sviluppando per prepararsi alla luce del mondo.

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