ATTACCAMENTO E RIFIUTO

attaccamento rifiuto

La purificazione viene fatta passando attraverso la materia, che deve assumere una determinata struttura. Purificata significa non afflitta, perché gli elementi dissonanti, le cosiddette scorie, sono sottoprodotti di reazioni dense.
Queste reazioni dense vengono declinate in due modi: con attaccamento o con rifiuto. Entrambi questi modi manifestano la stessa dinamica da due punti di vista diversi. Tu rifiuti qualcosa, perché hai un attaccamento, o tu ti attacchi a qualcosa e rifiuti tutto il resto. Perché dovresti rifiutare qualcosa? Perché la tua immagine ideale di quella cosa è diversa, e tu sei attaccato ad essa. Quando questo avviene, il corpo comincia a produrre tossine, cioè elementi che rappresentano questo movimento, e a immetterle. Per purificarsi quindi non bisogna lavarsi di più, ma bisogna imparare che un sistema dinamico, ovvero il corpo fisico e il Transiente, che sono entrambi dei sistemi in movimento, non sono stati costruiti per correlarsi con qualcosa e non con qualcos’altro.

Come lo possiamo ulteriormente approfondire questo concetto? Tutto quello che compare nel tuo campo d’esperienza, cioè che ti compare davanti nella tua parte variabile, è per te, e tu lo puoi gestire, altrimenti non comparirebbe. Il rifiuto o l’attaccamento, infatti, sono fenomeni che avvengono in relazione con ciò che tu hai davanti in quel momento, o non hai davanti, per cui sviluppi un’aspettativa. Il potere di scelta, quindi, il cosiddetto libero arbitrio, non può essere applicato con l’accezione di accettazione o rifiuto, cioè scegliere se fare o non fare una determinata cosa, perché se ti si è presentata, c’è una ragione. Se la rifiuti, questa variabile matematica, di programma, congelerà quel momento nel tempo per te, ovvero qualunque altro movimento farai, quella cosa ti perseguiterà sempre.

[Tratto da Equilbrium: il libro dell’Armonia]

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